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26/03/2019 Dal Territorio
CENTROVENETO BASSANO BANCA E COMMERCIALISTI A CONVEGNO

CONVEGNO 21 03 2019

“Procedure di allerta della crisi di impresa & merito creditizio: quali simmetrie possibili?” titolava il Convegno indetto da Centroveneto Bassano Banca in collaborazione con l’ODCEC di Vicenza, con l’intervento di 5 relatori tra cui il giudice Limitone e la presenza di quasi 300 professionisti.

Si è parlato di Crisi d'impresa, con la riforma con cui «si salva una azienda su due». «I nuovi standard europei hanno cambiato le modalità di credito. Più legame anche con i professionisti» ha esordito il Presidente della Banca, Flavio Stecca, in apertura dei lavori.

«La legge dell'insolvenza è stata trasformata da una norma sanzionatoria ad una legge dell'accoglienza. Verrebbe da fare un paragone con Papa Francesco che parla spesso dell'accoglienza. Lo Stato non giudica e non punisce ma invita l'imprenditore a venire pano piano allo scoperto. Se nei prossimi 10 anni, con la nuova legge, salviamo una impresa su due sarà un successo, ma c'è bisogno della collaborazione di tutti – dichiara Giuseppe Limitone, da 10 anni giudice delegato presso il Tribunale di Vicenza dove ricopre anche il ruolo di coordinatore della sezione fallimentare - In questi 12 anni di tensione verso una gestione più privatistica della crisi d'impresa - osserva il giudice - abbiamo avuto 100 concordati, di cui 95 liquidatori (fallimenti travestiti) e 5 in continuità. Con il nuovo impianto se riusciremo a farne metà in continuità sarà un successo». Ma il giudice parla di un salto di mentalità.

Imprese e professionisti stanno iniziando a fare i conti con la riforma del diritto fallimentare che ha un obiettivo: "strutturare idonei presidi volti a salvaguardare il valore aziendale all'inizio della crisi" senza aspettare che l'attività diventi possibile mina vagante con danni per l'intero tessuto produttivo. La legge prevede "campanelli d'allarme" per consentire alle aziende di ristrutturarsi in modo precoce vietando così l'insolvenza e massimizzando il valore totale per creditori, dipendenti, proprietario e per l'economia. La riforma sposta l'asse da soluzioni che giovano solo all'azienda a soluzioni "solidaristiche", che tengono conto cioè di tutti gli interessi. E individua la Camera di commercio, luogo neutro in cui «l'imprenditore si sente tranquillo perché è la sua casa» il luogo in cui cercare una soluzione. «Il grosso salto - chiede Limitone ai commercialisti - è passare da advisor ad ausiliari del giudice. In questo modo noi non avremo più a che fare con l'impresa decotta ma si potranno avere tanti salvataggi in più che porteranno beneficio all'economia».

I RUOLI. Approccio che cambia tutto. Anche se - rivendica Andrea Foschi, componente del consiglio nazionale dei commercialisti - la volontà dei professionisti è quella di continuare a fare gli advisor senza arrivare ad assistere le imprese al capezzale. Di fatto l'ordine del lavoro sarà più complesso. Ma non tanto per le imprese già strutturate e abituate ad indicatori e piani di budget, quanto per tutto il mondo delle aziende più piccole che dovranno anche cambiare l'approccio al mondo bancario come hanno evidenziato Danilo Galletti, ordinario di diritto commerciale a Trento; Enrico Geretto, associato di economia degli intermediari finanziari a Udine; Ettore Battaiola, vice direttore area crediti gruppo Cassa centrale Banca. E dove il detto "per pagare e morire c'è tempo" viene sostituito dalla regola ferrea "pagare con regolarità". Di fatto 1,7 milioni di ditte individuali sono attese a modelli organizzativi nuovi. In cui il lattaio assomiglierà ad una società quotata. E in cui il Cfo dei piccoli sarà il commercialista.

LE BANCHE. In questo scenario il mondo del credito è già cambiato con gli accordi di Basilea 2 e 3, i nuovi principi contabili Ifrs9, l'Aqr e stress test, le nuove linee guida per la gestione degli Npl che riducono i rischi di credito, fino all'Addendum che dovrebbe applicare una svalutazione integrale del credito in due anni se chirografario e in 7 se ipotecario. «Siamo convinti - ha detto Flavio Stecca - che i nuovi standard europei richiesti per la concessione dei finanziamenti non debbano essere solo linee guida per gli intermediari ma anche occasione per migliorare il dialogo banca-impresa». «E c'è bisogno - ha detto il dg di Centroveneto Mariano Bonatto - di rafforzare il legame con il professionista».

Roberta Bassan – da Il Giornale di Vicenza 26/03/19

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