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BAIL IN

 

Con l’introduzione della nuova normativa sulle crisi bancarie BAIL-IN, è fondamentale scegliere bene la banca a cui affidare i propri risparmi.

Dal 1° gennaio 2016 è pienamente applicabile la nuova normativa europea per la gestione delle crisi bancarie, per evitare che gli effetti del dissesto si propaghino sui bilanci degli Stati: la Direttiva BRRD (Bank Recovery and Resolution Directive), recepita in ltalia dai Decreti Legislativi n. 180 e 181 del 16 novembre 2015.

COME FUNZIONA IL BAIL-IN?
ll BAIL-IN é uno degli strumenti applicabili in una procedure di risoluzione. Nel caso in cui gli altri strumenti di risoluzione risultino non sufficienti, il bail-in prevede che gli azionisti e, in casi particolarmente gravi anche altri investitori in possesso di strumenti finanziari emessi dalla banca, contribuiscano con i propri fondi a risolvere la crisi della banca stessa. Si attiva il bail-in se la banca è considerata rilevante in termini di interesse pubblico.

Alla luce di tale regola si ritiene contenuta l’eventualità che la BCC possa essere oggetto di una procedura di risoluzione. Conseguentemente, in caso di grave difficoltà di una BCC, qualora le rafforzate misure di prevenzione delle crisi previste dal nuovo quadro normativo si rivelassero insufficienti, si applicherebbero le ordinarie procedure previste per i casi di non solvibilità.
Ad oggi, le difficoltà di singole BCC sono state risolte con l’intervento degli strumenti di protezione della Categoria che hanno consentito il superamento delle criticità, avallandosi unicamente di risorse messe a disposizione dal Sistema BCC.

A QUALI STRUMENTI BANCARI SI APPLICA IN BAIL-IN?
ll bail-in prevede chi detiene strumenti finanziari più rischiosi contribuisca in misura maggiore all'eventuale azione di risanamento, secondo una ben precisa gerarchia:

bailin_1

Innanzitutto, quindi, si dovrà procedere alla riduzione, totale o parziale, del valore nominale, fino alla concorrenza delle perdite, secondo l'ordine indicato:

bailin_2

 
Una volta assorbite le perdite, si procederà alla conversione degli strumenti 2. 3. 4. in azioni, secondo l'ordine sopra indicato.
Tuttavia, dal 1° gennaio 2019 i depositi interbancari e quelli delle grandi imprese saranno assoggettate al bail-in solo dopo le obbligazioni non subordinate (senior).


QUALI STRUMENTI SONO ESCLUSI DAL BAIL-IN?
Dal meccanismo del bail-in restano esclusi:
- i depositi (conti correnti e libretti di deposito) per somme inferiori ai 100.000 euro
- le passività garantite (inclusi i covered bond e i certificati garantiti)
- i conti personali per le pensioni
- i debiti verso dipendenti, fornitori, enti previdenziali e fisco
- le cassette di sicurezza
- gli asset finanziari non emessi dalla banca in crisi, come azioni e obbligazioni di altre società, ETF, fondi comuni di investimento/SICAV e fondi di fondi, eccetto per eventuali partecipazioni nella banca salvata
- eventuali altre categorie decise dall'Autorità di Risoluzione Nazionale.

Le disposizioni in materia di bail-in potranno essere applicate agli strumenti finanziari già in circolazione, anche se emessi prima del 1° gennaio 2016.
Gli strumenti finanziari, emessi da soggetti diversi dalla Banca in crisi e depositati in un conto deposito titoli, non sono invece assoggettati al bail-in.


COSA SUCCEDE AL CONTO CORRENTE O UN CONTO DI DEPOSITO IN CASO DI BAIL-IN?
In caso di bail-in, ai depositi fino a 100.000 euro non succede assolutamente nulla.
Fino a questa soglia infatti i depositi sono da tempo tutelati dai fondi di Garanzia dei Depositi ai quali aderiscono tutte le banche operanti in Italia: si tratta del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e del Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo.
Per quanto riguarda i conti cointestati, ciascun correntista ha garantiti sul conto fino a 100.000 euro. Questo vuol dire che un conto con due intestatari può raggiungere un tetto di 200.000 euro totale, mentre nel caso di due conti intestati alla stessa persona presso la stessa banca l'importo garantito è comunque pari a 100.000 euro.
La stessa regola vale per i conti deposito (anche vincolati), i libretti di risparmio, gli assegni circolari e i certificati di deposito nominativi.